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Arbanella: il tesoro nel barattolo di vetro

in onda
Martedì 8 Novembre
10.0012.0017.00

Arbanella è un termine intraducibile in italiano. Ha un corrispettivo in inglese – jar – ma nella nostra lingua è accomunata in maniera molto poco rispettosa ad un semplice barattolo. Interamente in vetro, questo contenitore in uso nella tradizione ligure, era ed è utilizzato fin dall'antichità per conservare preziosi alimenti da consumare quando servono. Le provviste per l'inverno: passata di frutta, pomodori sott'olio, melanzane, peperoni in agrodolce, cetriolini, pinoli, farina, pan grattato e -soprattutto- aggiughe sottosale per i non vegetariani. Un'antica tradizione ligure che è molto più di un semplice recipiente per contenere cibi. L'arbanella è poesia, racchiude i racconti delle nonne che con le loro mani rugose passavano interi pomeriggi in cucina mentre i bambini facevano i compiti (si stava in un'unica stanza per ottimizzare il riscaldamento della stufa) a pelare pomodori e spaccare noci da mettere, ordinate, nella credenza. L'inverno, a settembre, sembrava lunghissimo e si doveva essere preparati. Quello che amo della mia terra – la Liguria- è ancora questa passione per le tradizioni che a molti possono sembrare preistoria, ma hanno ancora un sapore di romanticismo e saggezza che difficilmente si incontrano in altri luoghi. Mio padre ogni anno, prepara da sempre le acciughe sottosale (dal genovese anciùa, sono le Alic ndr.). Un'attenzione maniacale nella selezione del pesce, ricercato quasi ad uno ad uno direttamente sul molo dove attraccano i pescherecci al mattino prestissimo quando c'è l'aria che punge e i gabbiani gridano in volo (ha la fortuna di vivere sul mare). Poi il periodo in cui iniziare la preparazione della salamoia che è tra giugno e agosto, ma durante la luna piena di luglio diventa una religione. Il sale grosso a strati con la pietra di ardesia in cima e tutti i segreti nelle mani sapienti di chi da sempre le prepara con questo rito. Ma il momento più importante, quello dove tutto si compie e' il riempimento dell'arbanella. In questa piccola anfora di vetro verrà conservato il tesoro frutto del vostro paziente lavoro. Non un solo grammo di quel sudore dovrà andare perduto: questa è la sua funzione. Un'ampolla quasi magica per contenere aromi e ricordi. Ieri ho scoperto grazie ad un'amica, un'associazione genovese no profit che si chiama proprio Arbanella e sono rimasto di gesso. Ho iniziato subito a ficcanasare nelle loro cose e ho scoperto che quattro giovani donne liguri hanno voluto racchiudere nella loro speciale arbanella la loro passione per l'arte e la cultura, il teatro e la danza, le arti musicali e quelle dello spirito per costruire un gruppo che pensasse alla diffusione della bellezza. E le ho chiamate per conoscerle e respirare un pò di quei profumi che si sarebbero sprigionati all'apertura del coperchio. Ecco, questa è la mia chiacchierata speciale con Francesca Picci, fondatrice e presidentessa dell'associazione piu curiosa di quest'anno: una bellissima scoperta.

Matteo Ponzano

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