MUSICA, riflettori su...

Pinkle

Chi fa da sé, fa per tre?No…molti di più

E’ molto difficile riuscire ad essere sintetici quando l’artista in questione suona più strumenti di una banda da parata, compone canzoni in numero superiore alle denunce contro Sgarbi e rilascia più album in free download che informazioni personali. Signore e signori, direttamente da Chicago, Illinois, ecco a voi, Pinkle ovvero il Sig.Byrn Martin.

Ex lead guitarist del gruppo Ophur, che ha avuto l’onore, tra il 1998 e il 2003, di supportare, nel Midwest americano, gruppi del calibro dei Plain White T’s e Sum41, il nostro Bryn rimane presto deluso dal mondo della musica “commerciale”, le case discografiche lo nauseano e le regole di mercato gli sfuggono. Abbandona i suoi compagni e si getta nel songwriting, ispirato stavolta dalla filosofia del DIY, Do It Yourself! (ovvero “fattelo da solo” per i profani della lingua d’Albione). Era praticamente impossibile che Bryn sfuggisse ai riflettori di Reset Radio!

Rimane il fatto che il sottoscritto si trova davanti all’annoso problema di definire l’indefinibile. Pinkle è dedizione a un’idea, quella della spontaneità. Vuol dire che all’interno della vasta produzione si potranno trovare lavori geniali affiancati a meri esercizi di stile. Se ci vogliamo limitare all’unico album pubblicato ufficialmente la cosa appare evidente già dall’accoppiata “So Well” vs. “Neroo“. La prima s’affatica nel cercare l’atmosfera proponendo una trama che rimane difficilmente in testa, la seconda sembra uscita dal cilindro del prestigiatore. Ti ritroverai un bel giorno sotto la doccia a cantare “…Neroo! I love you I love you!…” e saprai esattamente di chi è la colpa. Lo stesso vale per “Old Fashioned” che, sebbene ispirata, sparisce totalmente davanti alla perfezione strumentistica e all’arrangiamento al fulmicotone di “Titanic Death“. Infatti sono gli arrangiamenti l’elemento comune di questa macedonia di suoni. Bryn riesce a stupire con ogni sorta di strumento. In cuffia si assapora il velluto delle tastiere e il piccante dei synth, ogni schiocco stimola la curiosità, tutto è curato. Il vero problema è solo l’incostanza con cui ciò avviene.

Andando a scartabellare tra gli “scarti” (vorrei produrre io degli articoli validi quanto metà dei suoi scarti) il non-album FFTme vince il premio come miglior produzione mai prodotta…in tutti i sensi. Pezzi come “Laws of Phisics” e “Bus Stop Waiting” sporcano la salsa (quella latino-americana) di deliziosi picchiettamenti sintetici, una salsa OGM. La voce calda di Bryn riempie ogni vuoto, anche quando i toni sono pacatissimi come in “Shoot The Moon“.

Bryn Martin che attualmente vive a Lausanne, Svizzera, avendo più energia di una batteria al litio, sta già lavorando ad un nuovo LP, stavolta ufficiale. Non si sa ancora molto a riguardo ma sul sito sono già disponibili alcune demo. Rimani con noi e ne saprai sicuramente di più.

Questo è il mondo Pinkle. Un mondo fatto di alti e bassi, mancini e destrorsi, di nenie ed esplosioni elettroniche, di sussurri acustici e riff taglienti. Perdersi è facilissimo, uscirne…beh nessuno vorrà più uscirne. Lettore avvisato mezzo salvato.

Salival. Reset.

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DISCOGRAFIA ufficiale:
  1. Invertible (2009)
DISCOGRAFIA non-ufficiale:
  1. Pink Noise (2008)
  2. Root Metaphors (2007)
  3. Dark Matter and Aliens (2007)
  4. FFTme (2007)
  5. Allah-ca-zam (2007)
  6. Images of Two (2006)
  7. The Sound of Music (2005)
  8. Anomaly (2004)
  9. Spaceship in a Zoo (2004)
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SITI DI RIFERIMENTO:
  1. Sito Ufficiale
  2. Jamendo
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