Jonay
La faccia scura della Bulgaria…in Svezia
A volte nella musica si incontrano degli ibridi impensabili. Sperimentazioni assolutamente casuali, non dettate da alcuna progettualità. Infatti un bel giorno, precisamente il 26 Marzo del 1983, viene concepito un pargoletto in Bulgaria. Le sue orecchie carpiscono i suoni e gli odori tipici dell’est Europa, ma non fanno in tempo ad assumerli come modelli creativi unici. Viene scaraventato in Svezia, quà e là. Poi, si stabilisce definitvamente a Örebro (Stoccolma). La cultura svedese gli insegna l’indipendenza e l’intraprendenza. Ascoltando LL Cool J si innamora dell’rnb e si getta nel songrwriting. Ed proprio così che nasce Jonay, un bulgaro trapiantato in Svezia che rappa in inglese su basi orientaleggianti. Alquanto insolito direi.
La prima impressione che si ha ascoltando il suo unico album, The Darker The Sky Is The Brighter The Stars Shine, totalmente autoscritto e prodotto, è quella di aver a che fare con una produzione di alto livello. La cura nel sound è evidente, la ritmica è sempre azzeccata, le linee vocali sempre coinvolgenti. Ma le influenze della East coast si possono ascoltare sopratutto nell’andamento medio-lento delle composizioni. Non stiamo parlando di Rap-core, presente nella cultura newyorkese hip-hop, ovvero di produzioni arrabbiate, graffianti, bensì di lavori morbidi, sensuali, sulle quali Jonay imprime una voce calda e piacevole, sempre molto pulita. Non ci sono virtuosismi linguistici ma melodie orecchiabili e accattivanti.
Ogni traccia è ben inserita nel complesso dell’album, difficile trovare sbavature. La prima traccia, “Watcha Wanna Do” stabilisce le regole e guai a chi le infrange. Il campionamento dei tipici strumenti Bulgari fa da contrappunto ad un andamento ben scandito, perfettamente adatto ad un balletto stile Destiny’s Child. E così si va avanti per poco più di 40 minuti. Forse questo è l’unico vero difetto del lavoro del nostro ragazzo. Troppo pulito, troppo limato, non ci sono azzardi nè pezzi totalmente originali. C’è sicuramente un senso di dejavu che permea l’ascolto.
Ciononostante ci sono momenti che catturano l’attenzione, come il bellissimo incipit di “Swedish Ladies“. Jonay è talmente integrato nella cultura svedese da ritenere la Svezia e le sue bellezze, sia per quanto riguarda la fauna che la flora, uniche nel loro genere. Sicuramente il pezzo più ispirato dell’intero album, insieme alla intrigante “For your Love” che si apre con un coro tipicamente est-europeo per poi definire un ritmo al cui richiamo rimanere fermi è impossibile.
Non mancano voci femminili che impreziosiscono la struttura dei pezzi, come in “Want You To Know” in cui spicca una chitarra pizzicata quel che basta per infilarsi in mente in modo pericolosamente insistente. Alcune canzoni sono perfette per una serata romantica e urbana. “It’s Over”, con la partecipazione di Daniel Gidlund, è in effetti il pezzo più calmo e accomodante.
E’ un peccato che il ragazzo per ora non dia segni di aver in mente un altro album. E’ lecito immaginarsi che la tempistica per produrre un altro lavoro qualitativamente così alto, sia tale da lasciare ampi vuoti discografici. L’autoproduzione peggiora ulteriormente le cose. L’album è in free download e merita assolutamente il sostegno di chi crede in questo progetto. Noi di Reset abbiamo sùbito intuito le doti di questo immigrato di classe che delizia i nostri ascoltatori, amanti dell’rnb, e non solo, ormai da parecchi mesi.
Salival. Reset.
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- The Darker The Sky Is The Brighter The Stars Shine (2008)
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