MUSICA, riflettori su...

Fresh Body Shop

Il lato scuro e “industrial” della Francia

Da Nantes, in Francia, una delle produzioni Creative Commons più significative e rappresentative. Un gruppo con un’anima scura e cupa ma dalle vocazioni fortemente rock-pop. I Fresh Body Shop in soli quattro anni di vita hanno raffinato, personalizzato e definito il loro sound che si avvicina molto a qualcosa di già sentito ma che rimane assolutamente godibile.

Come molte produzioni indipendenti, i FBS nascono dalla volontà di un singolo artista che, con una chitarra acustica e qualche campionamento, prova a dare corpo alle proprie visioni sonore. Così fece Pedro nel 2006, quando pubblicò sulla rete, senza alcun contratto, il suo primo lavoro, Orgamilk.

Ascoltando questo primo album ci si chiede se i toni pacati e la pochezza strumentale siano da attribuire alle scarse risorse tipiche degli albori di un progetto musicale o se invece le intenzioni dell’artista puntassero proprio a creare quest’atmosfera soft e intimista. Orgamilk ti fa sentire vicinissimo al suo creatore-esecutore. Canzoni come “Words Of Happiness” e “Nice Day” trasmettono tutto il calore e le vibrazioni di una performance live. Una semplice sovrapposizione di chitarra acustica suonata a spron battuto, senza interruzioni, e una voce calda e leggermente graffiante, un tipico “acoustic lo-fi rock”. La forza di quest’album sta nella semplicitià e nella bellezza delle linee melodiche e vocali, tutte in inglese. L’album non brilla per originalità tuttavia i brani risultano sempre ben congeniati. La malinconia la fa da padrona, mentre la voce di Pedro riporta al grunge anni’90.

In un intervista Pedro ha più volte ribadito di non considerare il suo progetto come una fonte di gauadagno diretto ma semplicemente come l’unica forma di espressione del suo Io. Ovviamente la qualità della produzione viene premiata e il nome della band inizia a circolare in tutta la Francia.

Nel 2007 esce, sempre e solo sulla rete, Make This End che segna una notevole crescita compositiva sopratutto nella scelta cromatica degli arrangiamenti. Il suono si fa sintetico e duro, sfiorando il noise, ma non viene mai abbandondato il gusto per la qualità delle melodie. Brani irresistibili come “Holy Gangsta” e “Constant Liar sono portati avanti da linee di basso cattivissime, quasi crossover, ricordando il buon Flea dei Red Hot Chili Peppers o il compagno di bevute Fieldy dei Korn. Infatti Pedro preferisce, nella creazione di un brano, partire dalla linea di basso o batteria, quindi dalla sezione ritmica, per poi aggiungere la linea vocale e infine la chitarra. Queste preferenze compositive e il suo particolare timbro vocale hanno dato agio a paragoni assolutamente lusinghieri con un certo Trent Reznor, oscura e brillante mente dietro i Nine Inch Nails. Ascoltare “Hopless Antem“, veloce, distorta e arrabbiata come mai, non fa altro che confermare queste impressioni.

Grazie alla fama raggiunta con questi due lavori, i Fresh Body Shop diventano una live band, con l’inserimento di Oil al basso e Fyjen alla batteria, portando la loro energia in giro non solo in Francia. Le webzine di musica indipendente iniziano a masticare il nome della band sempre più spesso e il grande bacino di utenza di Jamendo amplifica l’effetto.

Nello stesso anno i FBS rilasciano Tastless caratterizzato da una incompiutezza fisiologica, dettata dalle profonde trasformazioni all’interno dell’animo di Pedro. Ribadire i successi dei due album precedenti è cosa ardua e trovare una via chiara e personale lo è ancor di più. E’ in quest’ottica che dobbiamo considerare i brani di questo lavoro che faticosamente sgomitano per cercar di insinuarsi nella nostra memoria. Pochi, ma buoni sono infatti i passaggi degni di nota come “Mr Weirdo“, che sembra un raggio di sole in una giornata di pioggia, con le sue aperture e i passaggi allegro-andanti delle tastiere e “Take The Virus Out” che calca i toni dell’album precedente risultando poco immediata ma godibile negli arrangiamenti, sicuramente molto puliti e strutturati. Si sente l’urgenza di trovare l’originalità che arriva con The Price“, spaziale e accattivante, in assoluto il miglior pezzo di questo lavoro. Pedro canta come non aveva mai fatto, in falsetto, donando una dimensione nuova al sound. E’ un album sicuramente valido ma da considerare come ponte verso quello che sarà l’apice della loro produzione.

The Ugly Army è l’album perfetto, quello a cui ogni artista degno di nota dovrebbe aspirare. La pace delle controversie interiori di Pedro. Una vera e propria esplosione di genialità, potenza e vivacità. Siamo di fronte ad un lavoro maturo e completo. I brani sono pochi ma di assoluto spessore. Uno dopo l’altro le gemme di The Ugly Army vi entreranno nelle vene, costringendovi a canticchiare i ritornelli anche mentre dormite. La title track è pura energia con il suo ritmo rockabilly, assolutamente spiazzante. Sentire i FBS che surfano come provetti Beach Boys, con il sorriso stampato, fa strano, eppure la scelta vince e stravince. Una tastiera in sottofondo di cui Jerry Lee Lewis andrebbe fiero e un uso accurato del synth riempiono di colori e sfaccettature una canzone da imparare a memoria. Mi limito a sottolineare l’altro brano “Never End Up Like This” che riesce a variare ancora il suono dei FBS senza perdere di vista la loro stessa natura. Quasi scanzonata procede saltellante grazie ad un sapiente campionamento di percussioni. La tastiera continua ad avere un ruolo importante determinando mood e ritmo. Con questo lavoro Pedro si distacca da paragoni probabili ma inutili e se ne va per la sua strada.

Attualmente Pedro ha deciso di rilasciare sotto forma di Ep molti dei brani, ripuliti e rieditati ad hoc, scartati in sede di finalizzazione degli album ufficiali. Infatti Doctor X, Drown The Circle e l’ultimissimo Director’s Cut ripercorrono a ritroso la carriera di questo gruppo che merita il rispetto di chi ama la musica di qualità e l’indipendenza compositiva. Rinfrescati il corpo in questo fornitissimo bazar di buona musica.

Salival. Fresh. Reset.

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DISCOGRAFIA:
  1. Orgamilk (2006)
  2. Make This End (2007)
  3. Tastless (2007)
  4. The Ugly Army (2009)
  5. Doctor X Ep (2009)
  6. Drown The Circle (2010)
  7. Director's Cut (2010)
COMPONENTI:
  1. Pedro - Voce e Strumenti
  2. Oil - Basso e Synth Live
  3. Fyjen - Batteria Live
SITI DI RIFERIMENTO:
  1. Jamendo
  2. MySpace
  3. Facebook
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1 commento

  • Piero
    5 giugno 2010 | Rispondi

    Grandi!

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