Mario Monti, ovvero le lezioni della crisi
Posted: 01 Jan 2013 08:55 AM PST
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Mario Monti rassegna le dimissioni e non ha intenzione di prendere parte alla campagna elettrorale. Tuttavia, stando alle sue dichiarazioni, è assolutamente pronto a riprendere in mano il potere dopo le elezioni di fine febbraio.
Curiosa concezione della democrazia: da un lato non candidarsi alle elezioni, non partecipare al gioco democratico, ma dall’altro voler riprendere il potere. Ciononostante tutti plaudono [alla sua decisione], perché tutti pensano che Monti sarebbe un bene per l’Italia, e ciò che è un bene per l’Italia è un bene per l’Europa.
Questa può essere considerata una delle lezioni della crisi: la crisi ha intaccato in modo talmente profondo la legittimità del potere politico, che in diversi Paesi – come la Grecia o l’Italia – abbiamo visto tecnici prendere il posto dei politici al governo.
Non erano stati eletti, non dovevano rendere conto a nessuno se non a coloro che avevano consentito la loro salita al potere – e non al popolo – e nonostante questo hanno lavorato, e hanno lavorato bene, sia a Roma che ad Atene.
E’ in questa direzione che si deve portare la democrazia europea? Da una parte il gioco delle elezioni, Paese per Paese e successivamente per il Parlamento Europeo, e dall’altra coloro che hanno davvero in mano il potere e sono nominati indirettamente per vie traverse (funziona già così la Commissione Europea)?
Sarebbe evidentemente una sconfitta non avere più una coincidenza, una convergenza fra i desideri del popolo da un lato e l’efficacia della gestione dall’altro. Ma bisogna ammettere che negli ultimi dieci, quindici, vent’anni i politici sono stati talmente inadempienti da scavarsi la fossa con le proprie mani.
Possano le prossime elezioni, i prossimi appuntamenti elettorali, riportare la legittimità dei politici, affinché un giorno noi si possa veramente votare per coloro che veramente ci guideranno.
Quanto all’Italia, qui si è finito per dire che in Francia, dopo il caso UMP [le elezioni primarie per il Presidente dell’Union pour un Mouvement Populaire, che hanno portato ad una scissione interna del partito: vedi la sintesi della vicenda pubblicata da Lettera 43 (link), N.d.T.], le uscite di Arnaud Montebourg [Ministro francese per il Riassetto Produttivo, noto per le sue frasi ad effetto e inziative mediatiche, N.d.T.], e vari altri episodi del nostro feuilleton nazionale, si farà presto politica come in Italia.
[Articolo originale "Mario Monti ou les leçons de la crise" di Christophe Barbier]
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2 commenti
Se vincono vince lui è la sua “agenda”… Se perdono, Perdono solo “loro”.
Non penso che si sia preoccupato se il suo atto era democratico o no