Lo sciopero del carburante fa chiudere la Fiat

Chiusi gli stabilimenti Fiat in Italia a causa dello sciopero del carburante

Posted: 19 Mar 2012 02:31 AM PDT

[bbc.co.uk]

Gli autotrasportatori protestano da gennaio contro le imposte sul petrolio introdotte con le misure di austerità del presidente del Consiglio Mario Monti, continuando con i blocchi stradali.
La Fiat ha dichiarato di aver prodotto 20.000 auto in meno nelle ultime tre settimane a causa delle proteste.

Gli stabilimenti rimarranno chiusi se gli scioperi continueranno, ha dichiarato alla BBC.

La casa automobilistica ha quattro stabilimenti nel meridione e uno a Torino.

La chiusura colpisce anche lo stabilimento di Pomigliano, vicino Napoli, dove viene prodotta la nuova Panda.

Le chiusure degli stabilimenti nelle scorse settimane potrebbero causare una perdita del 10% della quota di mercato italiana per questo mese se gli autotrasportatori non riprenderanno il lavoro nei prossimi giorni, ha avvertito la società.

Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, ha incontrato Monti per la prima volta dall’inizio della crisi, ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni su quanto discusso.

Marchionne ha dichiarato in seguito alla stampa che l’incontro era stato “perfetto”, ma senza dare ulteriori spiegazioni.

Secondo il nostro inviato a Roma Alan Johnston l’incontro si è svolto nello scenario più cupo possibile, i parcheggi degli stabilimenti Fiat pieni di auto invendute.

Lotte di sindacato

Si è poi saputo da altre fonti che questa settimana Marchionne ha ricevuto una remunerazione di 14,4 milioni di euro, 2,5 milioni in contanti e il resto in azioni.

Il gruppo Fiat è il contribuente privato più importante in Italia e controlla inoltre la casa automobilistica statunitense Chrysler.
Da quando è stato nominato amministratore delegato nel 2004, Marchionne sta ristrutturando gli stabilimenti della società in Italia.

Nonostante la resistenza dei sindacati, sono stati introdotti elementi di flessibilità nell’organizzazione del lavoro.

Secondo la società però gli stabilimenti italiani stanno funzionando solo al 50% della loro potenziale capacità produttiva, mentre quelli negli Stati Uniti e in Polonia funzionano a pieno regime.

Monti guida un governo di tecnocrati che hanno l’obiettivo di portare l’Italia fuori dalla crisi del debito e ha introdotto un pacchetto di riforme volto a tagliare le spese, aumentare le tasse e riformare le pensioni.

Monti ha preso il posto di Berlusconi lo scorso anno per contrastare la crisi e ha dichiarato che senza queste misure l’Italia andrebbe incontro a un disastro economico paragonabile a quello che ha colpito la Grecia.

[Articolo originale "Fiat plants in Italy shut over fuel strike" di BBC News]


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