L’Italia dovrà risarcire i profughi respinti

L’Italia dovrà risarcire i profughi respinti

Posted: 27 Feb 2012 10:00 PM PST

Der Spiegel

La guardia costiera italiana aveva intercettato navi di profughi nei pressi dell’isola di Lampedusa e le aveva rispedite verso la Libia. Adesso Roma dovrà pagare 330.000 euro di risarcimento – l’Organizzazione delle Nazioni Unite parla di un „punto di svolta“ nella questione della responsabilità dello stato per quel che concerne i respingimenti.

Strasburgo – Il tribunale europeo per i diritti umani ha emesso giovedì una sentenza dalle forti implicazioni: i giudici hanno dichiarato l’Italia colpevole per aver respinto verso la Libia dei profughi africani.

L’esposto è stato presentato da profughi eritrei e somali che, nel 2009, erano stati intercettati in mare aperto dalla Guardia costiera italiana, a sud dell’isola di Lampedusa, e rispediti verso la Libia.

Con quest’azione, così si legge nella sentenza del tribunale di Strasburgo, l’Italia avrebbe esposto queste persone al pericolo di un trattamento inumano in Libia. Il Governo italiano dovrà pagare ai 22 superstiti un risarcimento complessivo di 330.000 euro – 15.000 per ognuno dei querelanti.

Nel 2008 Roma aveva sottoscritto un accordo bilaterale con Muammar al_Gaddafi, allora al potere, per contrastare il flusso di profughi verso l’Italia. In un commento a caldo, Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione ha dichiarato che si dovrà tenere in considerazione con molta cautela la dimensione europea di questa decisione.
Il discutibile accordo è stato sospeso soltanto nel febbraio del 2011 durante la rivoluzione libica.

La Guardia Costiera lascia credere ai profughi che verranno portati verso l’Italia.

Il tribunale dei diritti umani ha respinto le argomentazioni dell’Italia secondo cui la Libia è un „Paese sicuro“ che rispetta gli standard internazionali previsti per i profughi ed i richiedenti asilo politico. Un numero enorme di „fonti affidabili“ avrebbero riferito ripetutamente di trattamenti inumani e casi di tortura in Libia nei confrontidei profughi, cosa che anche l’Italia avrebbe dovuto sapere.

Inoltre nella sentenza si legge ancora che il respingimento collettivo senza procedere a verifiche specifiche nei confronti di ognuno dei profughi è in contrasto con l’integrazione alla Convenzione die Diritti Umani ed il Diritto Costituzionale dell’Unione Europea. Non sarebbero stati raccolti i dati personali dei profughi che così non avrebbero avuto alcuna possibilità di presentare una domanda d’asilo. Il portavoce dei profughi ha assicurato che la Guardia Costiera avrebbe fatto loro credere che li stavano portando in Italia.

Al processo di Strasburgo erano presenti rappresentanti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, della Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite così come molte associazioni per i Diritti Umani come terze parti costituitesi parte civile.

Amnesty Internationl ha dichiarato che il tribunale di Strasburgo ha „decisamente intensificato la salvaguardia dei profughi in mare aperto“. L’Istituto Tedesco per i Diritti Umani ha parlato di una „decisione che indica la strada da seguire“. Beate Rudolf, direttrice dell’Instituto ha spiegato come i Diritti Umani non finiscano in prossimità delle frontiere dell’Unione Europea ma siano validi anche in mare aperto.

[Articolo originale "Italien muss abgeschobene Flüchtlinge entschädigen"]

Traduzione a cura di Michele Amorosino

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