Shockshopping: la malattia che ci consuma
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| martedì 19 gennaio | |
| 08.0010.0017.00 | |
Gdo, la grande distribuzione organizzata. Centri commerciali, outlet village e strutture commerciali che convincono anche i più scettici a trascorrere molte ore del loro tempo libero tra scaffali luminosi ed offerte di acquisto di prodotti che soddisfino bisogni- spesso- non necessari. E’ la cultura dell’inizio del nostro nuovo millennio: creare desideri da esaudire con la vendita di beni presentati in questi templi del commercio. Come è cambiata la cultura del consumismo in questi ultimi cinquant’anni, ce lo racconta nel suo libro Saverio Pipitone, che ripercorre alcuni soggetti del mercato della grande distribuzione analizzando le strategie di comunicazione che li hanno portati negli ultimi decenni, a diventare protagonisti della società non solo dal punto di vista economico. Come sono cambiati gli italiani, quali le mode e le abitudini di aggregazione delle persone che, dai centri storici delle nostre città, sempre più sovente si incontrano nelle hall degli shopping center di tutta italia.
“Shockshopping” di Saverio Pipitone per le edizioni Arianna
Intervista di Matteo Ponzano
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1 commento
“E’ la cultura del nostro millennio”, scusate ma quale millennio? Non quello passato che ha conosciuto il consumismo solo negli ultimi decenni, non quello attuale in quanto appena iniziato e sfido chiunque a fare previsioni per i prossimi 990 anni. Forse sarebbe meglio parlare di problemi dei nostri giorni cominciando a distinguere fra problemi, i quali per definizione hanno delle soluzioni, e le ineludibili disgrazie. Molti ormai avvertono il consumismo come una disgrazia verso la quale non si può fare nulla e chi pensa che si possa fare qualcosa aspetta che ci pensi qualcun altro, qualcuno a cui chiedere la grazia, in perfetto stile da suddito. Non ci riuniamo più nei centri storici e nemmeno nei castelli, preferiamo i centri commerciali, ma saremo veramente usciti dal medio evo?