INTERVISTE, LIBRI

Green Italy: Ermete Realacci

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Lunedì 27 Febbraio
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"Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l'ha creato". Albert Einstein

Sarà che sono di natura ottimista, anche nei periodi bui come quello che stiamo attraversando, ma io sono proprio convinto che in Italia siano di più le cose belle di quelle da dimenticare.
Siamo un paese strano: abbiamo dato i natali a centinaia di scienziati, ingegneri, artisti, medici, intellettuali, scrittori e artisti e sappiamo solo parlare male della terra in cui siamo nati e cresciuti.
Non parlo soltanto dei tempi che furono, quando la nostra patria era indiscussa regina delle arti e del pensiero nel mondo, culla di una delle civiltà più antiche di sempre.
L'Italia è – oggi – leader mondiale per la chimica verde, all'avanguardia per le fonti rinnovabili, il nostro made in italy in innovazione e tessile o manifatturiero non è secondo a nessuno e se parliamo di qualità agronomica siamo decisamente tra i primi posti al mondo.
Siamo bravi in tanti campi e sembra che non ci interessi, che non sia un elemento su cui puntare.
Clima invidiabile, paesaggi incantevoli, arte, cibo, ospitalità: un'eccellenza spalmata su tanti fronti diversi che quasi sempre viene derisa e offuscata.
Il nostro problema è – a fronte di tante qualità – quello di non saper valorizzare questi punti di forza e farli annegare dentro a incompetenze e illegalità diffusa.
Lo so che nel paese regna la disillusione, che la crisi è dura e che il lavoro – presidio ultimo delle dignità umane – in questo periodo rappresenta la più grande incertezza per tutti. Ma non sarebbe forse il caso di sedersi a riflettere un attimo su quali sono le nostre competenze, le qualità su cui puntare e provare a spingere proprio su queste ultime per provare a ripartire?
Io sono convinto che la situazione economica difficile che stiamo vivendo sia al contempo una opportunità per una presa di coscienza e per un atto di lungimiranza, coraggio ed orgoglio che ci deve proiettare verso una rinascita che passi dallo sfruttamento di ciò che meglio sappiamo fare.
Abbandoniamo opere faraoniche inutili che costeranno montagne di soldi pubblici e depauperamento del territorio (ad esempio la TAV Torino Lione o il Ponte sullo stretto di Messina) e puntiamo a sostenere le attività che potranno salvarci, creando lavoro, ricchezza e ridistribuzione del reddito.
La parola d'ordine è competenza.
Opposta a quella di illegalità, che è il cancro più profondo del nostro dna.
E saper prevedere che cosa saremo nel futuro prossimo, deve necessariamente passare attraverso la capacità di riconoscere ciò che oggi, in sordina, siamo già in grado di esprimere in termini di eccellenza.
E' uscito in questi giorni un libro per l'editore Chiarelettere dal titolo: "Green Italy" che racconta alcune storie di qualità e successo italiane nel campo dell'economia verde.
E tra le venticinque storie che si trovano in questo volume, ce n'è una ai molti sconosciuta: quella delle Winx.
Ne parliamo con l'autore, Ermete Realacci, già presidente di Legambiente, oggi parlamentare del PD.
 

di Matteo Ponzano

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