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E-mensile: a casa dei Felicioni

A CASA DEI FELICIONI – Antonio Amato De Serpis

storia raccolta da Stella Spinelli
 

Sono il fondatore di una comunità che sorge su un terreno strappato alla camorra. Oggi ci giocano i nostri bambini. Nel 1987, diciottenne obiettore di coscienza, sono entrato nel movimento di Capodarco, nella comunità La Roccia di Aversa. Già allora, in un’Italia distratta, si occupavano di minori immigrati e di affido. Mi hanno conquistato, com’è successo con Fortuna, volontaria instancabile che anni dopo è diventata mia moglie. Con noi, un bambino arrivato a La Roccia a due settimane dalla nascita. Da lui è cominciato tutto: la nostra famiglia e la nostra comunità. Restando all’interno del movimento Capodarco, abbiamo preso un appartamento a Teverone, Campobasso, per la nostra prima casa-famiglia: la Compagnia dei Felicioni. Quel bambino è diventato il nostro primo figlio, cresciuto con tanti altri piccoli, italiani e non, accompagnati alla nostra porta. L’inizio è stato duro: non avevamo una lira, ma siamo andati avanti lo stesso. A volte non sapevamo come pagare le bollette e ci arrivavano i soldi di una raccolta solidale. A volte non sapevamo cosa mangiare e ci portavano a casa vassoi di biscotti avanzati in pasticceria. O sacchetti di pane fresco. Tutto inaspettato. Così abbiamo capito che la solidarietà non deve mai subire interruzioni: per questo condividiamo sempre tutto, anche il poco. È la prima lezione che si impara qui. E i nostri bambini ne sono coscienti, così come sanno che da noi trovano affetto e sicurezza, ma che il loro futuro è altrove. Qui sono di passaggio: cerchiamo di rimetterli in piedi, di aiutarli di camminare da soli e poi li lasciamo andare. Il nostro scopo è diventare superflui…. "(la storia continua su E-Mensile)

 

Voce: Matteo Ponzano
Musica e sound design: Matteo Ponzano
Una produzione Reset Radio
Foto di: Miriam Caltabiano

Bio

 

Antonio Amato De Serpis e Fortuna D’Agostino, marito e moglie, hanno fondato nel 1997 la Compagnia dei Felicioni, una casa-famiglia che appartiene alla Comunità di Capodarco. Per cinque anni, i De Serpis, il loro figlio adottivo e i vari bambini a loro via via affidati hanno vissuto a Teverone, provincia di Campobasso. Poi, hanno colto l’opportunità di trasferirsi nella villa sequestrata a Dario De Simone, killer dei Casalesi, e dal 2002 vivono a Trentola Ducenta, nel Casertano. Nel frattempo, sono arrivati anche tre figli naturali.

Si ringrazia Germana Lavagna – Photoeditor di E-Il Mensile

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