Capolinea: vent’anni da archiviare?
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| venerdì 22 gennaio | |
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Non sono poi molti i trentenni di oggi che si cimenterebbero con l’ultimo ventennio di storia politica del Paese. Lo fa invece l’autore di ‘Capolinea, viaggio ironico e amaro nell’Italia della seconda Repubblica‘, Luigi Pellegrini Editore. Il libro ripercorre la storia di un potere politico che la trasversalità di molti interessi descrive meglio dei colori delle squadre in campo. Sono gli anni dell’impero post ideologico dei media, di un nuovo populismo, di Berlusconi e dei cosiddetti post comunisti. Ma sono soprattutto anni di immobilismo, di sprechi e di mancate riforme: eredità pesante in un mondo che cambia in fretta.
Francesco Toscano, questo il nome dell’autore intervistato da Reset Radio, è un giovane avvocato calabrese. E’ convinto che questa classe politica abbia ormai poco da dire e i giorni contati. Lo spiega senza piaggerie né favoritismi, in un libro lungo vent’anni: ‘Capolinea’.
Intervista di Franz Baraggino
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1 commento
Questo post afferma che “questa classe politica abbia ormai poco da dire e i giorni contati”, ma io credo che il problema stia a monte. Il modello attuale di democrazia risale alla dichiarazione di indipendenza americana del 1776, a quel tempo si circolava a cavallo e si faceva luce con dei lumi a petrolio. Oggi sembrerebbe quanto meno bizzarro girare a cavallo con un lume a petrolio eppure si tratta di un mezzo di locomozione e di un mezzo di illuminazione che funzionano benissimo. Perché dopo circa 235 anni ci ostiniamo a mantenere quel modello sedicente democratico quando obiettivamente non ha mai funzionato? Siamo sicuri che sia la classe politica la vera causa dei nostri problemi?