INTERVISTE, SOCIETA'

Dove siete donne: Concita de Gregorio

in onda
Venerdì 28 Gennaio
10.0012.0017.00

E’ il direttore di uno dei più antichi quotidiani italiani, fondato nel 1924 da Antonio Gramsci ma, a differenza di altri suoi colleghi, non fa politica. A meno che per politica non si intenda il possedere una concezione etica della società, il che farebbe diventare molti di noi politici in pectore.
I suoi interventi in tv appaionio sempre garbati e la sua idea di confronto anche acceso è sempre condivisibile nella forma.
Ma Concita de Gregorio è soprattutto una Donna: con la D maiuscola certo, perché rappresenta quell’unicum di professionalità, sensibilità ed intelligenza condite dalla femminilità, che mai dovrebbe abbandonare lo spirito anche combattivo di una donna.
Lo dico perché ho avuto il piacere di conoscerla personalmente e non parlo per divismo.

La mia idea politica non c’entra nulla.
Vorrei solo che ci fossero più donne in prima linea come lei e che non fossero sole, silenziose e per la maggiorparte immerse nel quotidiano fluire sottovoce del nostro paese, impegnate a far quadrare i conti, ad essere mamme e professioniste che lavorano, ma anche operaie, artigiane o creative della comunicazione.
Questo suo essere in prima linea da sempre l’ha portata, ancora una volta, a mettere la faccia per una campagna di sollevazione popolare in tutta Italia: Dove siete donne? è un appello lanciato per opporsi con forza e risolutezza all’imbarbarimento oltre ogni limite in cui è caduto il nostro paese, dovuto a moltissimi fattori primo tra tutti l’incredibile potere mediatico televisivo che ha sdoganato qualunque turpiloquio o utilizzo imbarazzante di corpi femminili per contrattare un prezzo, nel palazzo, in pubblicità o nel linguaggio di tutti i giorni.
Tutto ciò ha spaccato in due la nostra nazione.
Da una parte la velina tutta seni e glutei incapace di portare a termine un ragionamento di senso compiuto basilare e dall’altra chi ha idee e qualcosa da dire, ma inevitabilmente racchia o comunque poco gradevole alla vista.
Questo sciocco modo di dividere tutto riducendo la visione delle cose al dualismo più semplicistico, in realtà è funzionale al sistema stesso. E pare che le mura del castello stiano cominciando a dare segni di cedimento, si sente più di uno scricchiolìo.
In pochi giorni l’appello ha raggiunto 40mila firme provenienti da tutti i settori culturali italiani, senza badare all’appartenenza politica o all’estrazione sociale.
Questa è una battaglia non-partisan e, se non lo capite, allora siete messi male.
Ci sono in giro nel nostro paese intere vie tappezzate di cartelloni pubblicitari con campagne che non solo ammiccano ma, tanto sfacciatamente quanto volgarmente, usano il doppio senso come slogan diretto:
“Te la diamo gratis” con donne nude che guardano il passante per sponsorizzare una consulenza, “abbiamo le poppe più famose d’Italia” con ragazze che mostrano il fondoschiena per parlare di una compagnia di navigazione, “noi ve la diamo anche a noleggio” per chi affitta autoveicoli.
Si può andare avanti così? Che generazione sarà la prossima? E soprattutto quanto sarà pesante la nostra responsabilità per non aver fatto niente adesso, in questo tempo, per proteggere i figli e le figlie dell’Italia che verrà?
Questa è una battaglia che riguarda tutti e noi di Reset Radio ci schieriamo al fianco di tutte le bambine per difenderle, anche le vostre.
Voi che di fronte alla pubblicità della passera in bottiglia in fondo in fondo, sghignazzate.

di Matteo Ponzano

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