AMBIENTE, INTERVISTE

Zero waste: zero sprechi=niente inceneritori

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Martedì 1 Marzo
08.0010.0017.00

Non costruire gli inceneritori per bruciare i rifiuti si può. In America, dove le mode nascono e poi arrivano dopo qualche tempo anche in Europa, non se ne costruiscono più da un pezzo. Qui da noi li chiamano “termovalorizzatori”: ricordiamo per la cronaca che la parola “termovalorizzatore” non è corretta ma viene utilizzata per addolcire il significato della parola.
A Parma c’è in progetto la costruzione di uno di questi impianti proprio nel cuore della produzione italiana più famosa al mondo – la valle del cibo- come la chiamano in Usa: pasta, formaggio, prosciutto crudo di qualità.
Occore dire no alla costruzione di questi costosissimi impianti ma con una proposta intelligente, un’alternativa sostenibile per imboccare la strada di un mondo più pulito e vivibile. Le possibilità esistono e sono rappresentate da esempi in tutto il mondo di una corretta gestione dei rifiuti che riguarda un cambio di rotta sopratutto culturale, possibile e a portata di mano. Ma per fare questo serve la politica, quella vera e che sia a disposizione della collettività. Essere a difesa del pianeta in maniera accorta e avere a cuore il nostro futuro e quello dei bambini non è di destra né di sinistra, è soltanto giusto.
Su Reset una voce internazionale autorevolissima, in collegamento da New York dove vive e lavora, abbiamo Paul Connett – professore emerito di chimica ambientale all’Università St Lawrence di Canton. Il professore, ideatore di Zero Waste (erroneamente tradotta in Rifiuti Zero- significa Zero Sprechi), ci spiega perché è assurdo pensare di costruire un inceneritore nella food valley emiliana, conosciuta nel mondo per i suoi prodotti di qualità: pasta, salumi, formaggi.

di Matteo Ponzano

Traduzione di Christina Townsend

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