Greenpeace: se i libri cancellano le foreste
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| Sabato 13 Novembre | |
| 08.0010.0017.00 | |
Si conclude oggi il festival internazionale del libro di Torino, una delle kermesse culturali più importanti al mondo che raccoglie migliaia di spettatori venuti ad incontrare autori e relatori in conferenze, presentazioni di libri, talkshow con giornalisti ed esponenti del mondo letterario. Migliaia di pagine stampate e lette per portare la culutra tra le persone. Una domanda però è fondamentale: a tanta dedizione nel favorire la crescita della cultura, corrisponde un’altrettanto mirata sensibilità all’impatto sull’ambiente? Greenpeace ha appena pubblicato la nuova classifica sull’editoria italiana, che rivela come la maggior parte dei libri venduti nel nostro paese sia una minaccia per le preziose foreste di Sumatra e gli ultimi oranghi indonesiani. Negli ultimi anni, infatti, l’Italia ha incrementato esponenzialmente le proprie importazioni di carta dall’Indonesia fino a diventare il più importante acquirente europeo di pasta di cellulosa indonesiana e il maggior cliente APP (Asia Pulp and Paper). APP è il più grande produttore di carta del Paese e il secondo a livello mondiale. Da dove viene dunque la carta che utilizzano? I gruppi editoriali si sono resi disponibili a rispondere alle domande di Greenpeace? Ai nostri microfoni Chiara Campione, resp. della campagna Foreset per Greenpeace Italia, che ci racconta chi sono i buoni e i cattivi.
di Matteo Ponzano
Qui è possibile scaricare la classifica sugli editori SCARICA
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