AMBIENTE, INTERVISTE

La fine dell’era del petrolio: la transizione

In onda
Lunedì 23 Gennaio
10.0012.0017.00

La fine di quella che noi definiamo "era del petrolio economico" è alle porte. I più ottimisti parlano di dieci anni, mentre i più pessimisti affermano che il "picco del petrolio" sia già stato raggiunto nel luglio 2008 quando il prezzo del greggio al barile, schizzò a 147,25 dollari. Nel Regno Unito sono nate da qualche tempo delle città, chiamate "transition towns", che fanno di concetti quali resilienza e decrescita energetica la loro bibbia.
Ripensare ad un nuovo stile di vita per un prossimo futuro davvero vicino non solo è possibile, ma inevitabile se non vogliamo che lo shock da "assenza di oro nero", ci proietti in un tempo rapidissimo in un baratro di guerre e conflitti sociali senza scampo.
Del concetto di "transizione" Reset Radio chiede conto ed informazioni ad Ellen Bermann, presidentessa dell'omonima associazione italiana che ci racconta questa svolta culturale in una interessante intervista.

Bibliografia a riguardo: "Manuale pratico della transizione" di Rob Hopkins – ed. Arianna

Intervista di Matteo Ponzano

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2 commenti

  • alex
    20 gennaio 2012 | Rispondi

    Se il petrolio fosse sufficiente anche solo per 50 anni un biglietto aereo intercontinentale lo pagheresti a peso d’oro,altro che gli 800 euro a cui si trova oggi un roma san paolo con alitalia.
    Se poi volete vivere come amish rimbambiti accomodatevi.

  • 26 febbraio 2010 | Rispondi

    Il movimento della transizione è un’ottima iniziativa che ha ben focalizzato tre dei quattro problemi radice, cioè quelli che sostengono e alimentano tutti gli altri e che, come tali, vanno estirpati tutti insieme. Tale movimento ha infatti percepito la necessità di ricostruire delle vere comunità (problema della frammentazione sociale), organizza degli incontri “talk” e “training” per la formazione (problema dell’ignoranza) e, anche se limitatamente ai fenomeni del riscaldamento globale e del picco del petrolio, fornisce dati e fonti su cui approfondire (problema della disinformazione). Essendo persone in gamba, del quarto problema, l’assenza di democrazia, se ne accorgeranno non appena il movimento, continuando a crescere ai veloci ritmi che ha dimostrato, raggiungerà un numero critico che necessiterà di un adeguato modello organizzativo. Ben vengano comunque iniziative simili: si, c’è futuro.

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